A fine ‘700 Antonio Canova, a parte le rifiniture finali, avendo plasmato il bozzetto in creta, incaricava gli scalpellini a realizzare l’opera di marmo.
Rivisitando il ruolo dell’artista considero il bambino Canova riservandomi il ruolo di scalpellino realizzando in dimensione gigante il soggetto proposto dalla naturalezza infantile.
